Dynamo Camp: la terapia ricreativa in acqua per bambini disabili

Nigro: Per l'estate 2022 collaborazione con Hasbro

Ogni anno, solo in Italia, sono più di 10mila i minori affetti da patologie gravi o croniche. Permettere ai bambini con disabilità di cimentarsi in attività con attrezzature accessibili e ideali per far divertire tutti in sicurezza, garantisce benefici unici: ragazzi e ragazze, e di riflesso anche le rispettive famiglie, sperimentano nuovi stimoli in un momento di gioco e spensieratezza. È proprio con questo intento che i Super Soaker, i blaster Nerf ad acqua, diventano uno strumento in grado di aggiungere divertimento per i tanti bambini ospiti della sede Dynamo Camp di Limestre (Pistoia), al limitare un’oasi di oltre 900 ettari affiliata al WWF in cui si pratica la terapia ricreativa in piscina da oltre 15 anni. Askanews ne ha parlato con Vito Nigro, Direttore di Dynamo Camp.

In cosa consiste l’esperienza della Dynamo Camp Onlus? ” L’esperienza di Dynamo Camp è un’esperienza di felicità. Dynamo Camp offre in modo gratuito programmi di Terapia Ricreativa a bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche. Si tratta di bambini che trascorrono molto tempo in ospedale, nell’ambito di una grave malattia, o convivono per tutta la vita con una malattia cronica. Spesso la loro infanzia è compromessa: i bambini non vivono la spensieratezza tipica dell’infanzia, subiscono gravi limitazioni alla socialità. Al camp, grazie al metodo della Terapia Ricreativa Dynamo partendo da una sfida, con sé stessi, i bambini vengono coinvolti dallo Staff Dynamo a vivere attività ed esperienze divertenti e mai provate prima: arrampicata, tiro con l’arco, passeggiata a cavallo, giochi in acqua, laboratori di radio, arte, musical. Con il supporto dello Staff, professionista e formato a relazionarsi con bambini con gravi patologie, e del gruppo, i bambini vincono la sfida. Questo regala felicità e autostima, riacquisizione di fiducia nelle proprie capacità. Aiuta ad affrontare meglio la malattia e la vita. Nei casi di patologie più gravi, come gravi patologie neurologiche o sindromi rare, come ha detto una dottoressa del nostro Board Medico, Dynamo Camp offre ‘occasioni di vita’”.

Quali sono i vantaggi della Terapia ricreativa praticata in acqua? “La Terapia Ricreativa in acqua a Dynamo è un’attività speciale. Prima di tutto l’acqua ha una temperatura di 33 gradi, adatta anche a chi per specifiche patologie non potrebbe entrare in una piscina usuale. Inoltre la struttura è completamente accessibile, munita di scivolo di accesso adatto anche a chi si sposta in carrozzina. Alcuni bambini entrano per la prima volta in una piscina proprio a Dynamo Camp. I benefici si vedono su tutti: ci sono bambini con patologie neurologiche gravi che in acqua possono sentirsi leggeri. Come dice il nostro responsabile di attività, inoltre, quando siamo immersi in acqua non vedi le differenze, ad esempio, di abilità motorie tra le persone. Nella piscina di Dynamo non conta saper nuotare ma scoprire il valore dell’acqua e dello stare bene. Come ogni attività a Dynamo Camp la Terapia Ricreativa in acqua è accessibile, inclusiva, strutturata ad hoc dal nostro Staff e soprattutto di grande divertimento”.

Come si inserisce in questo contesto la collaborazione con Nerf? “Hasbro è un partner di SeriousFun Children’s Network a livello internazionale e di Dynamo Camp in Italia. Oltre che offrire supporto, l’azienda cerca sempre tool divertenti da offrire alle nostre attività. Così è stato con Nerf nell’estate 2022. Quando abbiamo saputo della donazione di Nerf, abbiamo valutato quale potesse essere l’attività giusta e abbiamo individuato la piscina. Qui i Nerf per l’estate 2022 sono inseriti nelle attività di gioco in acqua e contribuiscono all’ingrediente fondamentale del divertimento”.

Fonte: askanews.it

Patologie e cure oculistiche: oltre 600 esperti a convegno a Napoli

Troppe ore a fissare monitor e cellulari: per bambini e giovanissimi si tratta un fattore di rischio per patologie dell’occhio che ha già portato ad oggi ad uno stato emergenziale. In Italia sono dieci milioni le persone che soffrono di secchezza oculare – Dry-Eye-, patologie in drastico aumento anche in età pediatrica. Se ne è discusso al congresso nazionale “Napoli 2024: Cataratta, Refrattiva e Superficie oculare – Come migliorare la qualità della vita delle persone” organizzato dal professore Vincenzo Orfeo, direttore Unità operativa di Oculistica della Clinica Mediterranea di Napoli.

“Possiamo parlare di un’emergenza, che colpisce sia i bambini sia le persone adulte sia gli anziani, ed è legata all’alterazione della superficie oculare: parliamo quindi di ‘Dry-Eye’, o come viene anche chiamato ‘occhio asciutto’, ‘occhio secco’ – dice il professore Vincenzo Orfeo, direttore Unità operativa di Oculistica della Clinica Mediterranea di Napoli – Il Dry-Eye si incrementa quando ci si espone in modo prolungato agli schermi del computer, dei tablet, dei cellulari, abitudine purtroppo sempre più diffusa tra i bambini. Dobbiamo evitare che i bambini passino ore davanti agli schermi, dobbiamo farli uscire all’aria aperta. Lasciandoli davanti agli schermi stiamo creando dei potenziali malati. I bambini hanno una grande superficie oculare, con grande possibilità di recupero, ma non è possibile stressarli in continuazione, perché il recupero ha un limite”.

Tra gli adulti la categoria più esposta ai rischi di questa patologia sono quanti lavorano al computer in modo continuativo durante tutta la giornata. “E’ importante prevenire, e affrontare quest’argomento – prosegue Orfeo – ci sono in Italia 10 milioni di persone che soffrono di Dry-Eye. Ma vi assicuro che nei prossimi anni, se non cambiamo le nostre abitudini, saranno molti di più”.

Nel corso dell’Incontro che ha registrato la partecipazione di oltre 600 esperti e 155 relatori si è parlato anche di ricerca in abito oculistico, che vede Napoli vantare un’eccellenza riguardo le terapie geniche di malattie rare.

“Siamo impegnati da anni nella ricerca di cure di malattie rare, le distrofie retiniche ereditarie genetiche, che colpiscono i bambini alla nascita o nei primi anni di vita, rendendoli ciechi e per le quali non esistono cure – dice Francesca Simonelli, ordinario di Malattie dell’apparato visivo presso l’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli” – Oggi abbiamo una terapia genica che corregge il difetto genetico che determina la malattia, per la quale abbiamo un casistica importante, la più ampia in Europa, avendo già curato 30 persone, bambini ed adulti, con risultati davvero incoraggianti”.

Il congresso ha ospitato infine la chiusura di un progetto di prevenzione sul territorio portato avanti dalla Fondazione “OneSight EssilorLuxottica”, che per due mesi ha previsto l’impegno di oculisti a Scampia per vistare gratuitamente oltre mille pazienti.

Fonte: askanews.it

“Se assunti in base al ritmo circadiano”

Assumere i farmaci per la pressione arteriosa nel momento giusto della giornata, in base al proprio ritmo sonno-veglia naturale, può ridurre significativamente il rischio di infarto del miocardio nei pazienti ipertesi. Lo dimostra un recente studio pubblicato sulla rivista eClinicalMedicine del gruppo Lancet che, coordinato dall’Università scozzese di Dundee, ha coinvolto un team internazionale di ricercatori e ricercatrici provenienti da Germania, Regno Unito, Stati Uniti e Italia, tra i quali anche il Professor Roberto Manfredini del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Ferrara.

La ricerca, svoltasi su un campione di oltre 5.000 partecipanti, ha dimostrato che i soggetti con cronotipo mattutino (“allodole”)che assumevano i farmaci al mattino avevano un minor rischio di eventi cardiaci acuti rispetto a coloro che li assumevano la sera. Viceversa, i soggetti con cronotipo serale (“gufi”) che assumevano i farmaci la sera avevano un minor rischio di ricovero in ospedale per infarto rispetto a coloro che li assumevano al mattino. Questi risultati suggeriscono che la cronoterapia, ovvero l’assunzione di farmaci in base al proprio cronotipo, potrebbe rappresentare un nuovo approccio per il trattamento dell’ipertensione, con il potenziale di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari.

“Sono risultati entusiasmanti perché potrebbero rappresentare una svolta nella terapia dell’ipertensione – ha dichiarato il Dottor Filippo Pigazzani, consulente cardiologo della Facoltà di Medicina dell’Università di Dundee e principal investigator -. La ricerca mostra per la prima volta che considerare il cronotipo individuale del paziente, al momento di decidere la terapia anti-ipertensiva (cronoterapia personalizzata), potrebbe ridurre il rischio di eventi cardiaci. È comunque importante sottolineare che i risultati necessitano di ulteriori conferme da nuovi studi clinici randomizzati, e soprattutto che i pazienti in terapia dovrebbero continuare ad assumere i farmaci come consigliato dal proprio medico”.

“Fa molto piacere, a distanza di trent’anni da una nostra ipotesi quasi visionaria all’epoca (i geni orologio sarebbero stati identificati solo alcuni anni dopo), vederne consacrare una applicazione pratica in un grande trial internazionale – ha dichiarato il Professor Roberto Manfredini, Direttore della Unità complessa di Clinica Medica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara -. Abbiamo sempre creduto nell’importanza del cronotipo individuale e in questi ultimi anni molte centinaia di ferraresi, nel corso di vari eventi scientifici divulgativi del nostro Ateneo, hanno aderito con entusiasmo alla compilazione del semplice test per valutare il proprio cronotipo ‘gufo o allodola’. Ebbene, questo dato ora diventa prezioso per la terapia di chi è affetto da ipertensione arteriosa”.

L’articolo “Effect of timed dosing of usual antihypertensives according to patient chronotype on cardiovascular outcomes: the Chronotype sub-study cohort of the Treatment in Morning versus Evening (TIME) study” è stato pubblicato il 13 maggio 2024 sulla rivista eClinical Medicine.


Fonte: askanews.it

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